Marcello

La passione per la tornitura credo di averla sempre avuta, sono figlio di un falegname e mi è sempre piaciuto fare scatole, scacchi e scacchiere naturalmente di legno, per molto tempo solo a base rettangolare o quadrata. Nel 1978 dopo l'esame di maturità ho passato una settimana di vacanze in Umbria dove ho potuto vedere all'opera un artigiano che produceva scatoline di legno di ulivo al tornio, decisamente belle. Tornato dalle vacanze, assieme a colei che è diventata mia moglie, ho comperato un piccolo tornio della metabo, lo pagammo 60.000 lire. Con quell'attrezzo ho fatto le mie prime scatoline e scacchi ma con molta difficoltà, l'attrezzatura non era quella giusta. Sono passati molti anni e nel periodo di natale del 2005 ho incontrato un vero woodturner, un artista della tornitura, Amir. In poco tempo mi ha insegnato poche cose ma fondamentali sia sull'attrezzatura che sui legni. Conoscevo bene i nostri legni per via del falegname di casa, ma come tutti i falegnami non amavo nodi, crepe e disomogeneità.   Utlizzando il legno per tornire vasi,ciondoli, scatoline,  ecc. quello che prima scartavo perchè ritenuto brutto ora lo apprezzo perchè rende  gli oggetti irripetibili, unici. Ad ogni buon conto seguendo i consigli di Amir ho acquistato un buon tornio e l'attrezzatura necessaria, in seguito ho cominciato ad utilizzare anche legni esotici che hanno colori e profumi inaspettati ed anche alcuni semi e frutti. Alla fine ciò che mi spinge a tornire e la voglia di vedere, di tirare fuori quello che si nasconde sotto un nodo o dentro una radice, spesso sono pezzi di legno destinati alla stufa o ritenuti inutilizzabili come succede  al legno degli alberi di pesco, albicocco, pruno e kako che hanno colori molto belli.

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